C a r l o   d e   N o n n o

 c o m p o s e r,  g u i t a r i s t   a n d   p e r f o r m e r

E UN'ALTRA VOLTA É NOTTE E SUONO - Collage per Francesco Guccini

 
Francesco Guccini, l’inattuale…
 
…già “nell’anno Novantanove di nostra vita” aveva detto Addio mentre la sua carriera musicale era ancora solidamente viva. E già si avvertiva quel senso di lucido commiato, praticamente da Tutto, che culminerà nel vero addio del 2012 con quella struggente “Ultima Thule” che sarà davvero la fine, annunciata e mantenuta, della sua lunghissima esperienza da (vogliamo dirlo? Si? Va bene) cantautore. 
Egli non si è ritirato, egli non ha abbandonato, egli non si è nascosto: egli ha finito, che è diverso.
Omaggio dunque alla sua inattuale coerenza, che suggella un lungo percorso di parole chiare, dirette, amabili, irritanti, indifendibili e assolute, “vere”, coltissime ma sempre ancorate alla terra. Omaggio da parte mia che in lui ho trovato sempre un fedele compagno di strada di cui troppe volte ho solo comprato i dischi ma mai davvero ascoltato le parole, per metterle in pratica intendo. Ora so che poteva essere un bene.
Non troveremo qui il Guccini trascinatore di masse a pugno chiuso e niente più, o quello celeberrimo, se non con una sola splendida ed isolata eccezione, ma quello più intimo, ironico, disincantato e feroce, osservatore commosso e impietoso degli altri e di se stesso. E insieme alle sue canzoni alcuni brani per sola chitarra classica, di atmosfera talvolta affine talvolta casuale come la turpe voglia di ascoltare Bach.       E lungo tutto il percorso, quell’Addio premonitore.
“Restano i sogni senza tempo”, sì, ma anche il vino routine che accompagna la vita, e quello della notte che fa gridare “voi queste cose non le dite”.  E in fondo alla notte c’è ancora, c’è ancora………

 

COSA SONO LE NUVOLE - Caleidoscopio di musica e poesia 

Carlo de Nonno

  Il camion di un monnezzaro arranca traballando per le strade sterrate di una periferia. Il monnezzaro, che ha la faccia di Domenico Modugno, cantando una canzone d’amore arriva alla discarica e qui scaraventa nei rifiuti due burattini inermi con la faccia di Totò e di Ninetto Davoli.
Sono vestiti con i costumi dell’ultima recita dell’Otello di Shakespeare. Totò è Iago, verde di invidia e di gelosia. La tenera giovinezza di Ninetto ha il volto di Otello e del suo cerone nero.Gli occhi sono gli stessi: attoniti, abbacinati e spalancati davanti allo spettacolo delle nuvole, che, un attimo prima di morire, vedono giocare nel cielo, in tutta la loro meravigliosa, straziante bellezza.

Dalla suggestione della straordinaria scena finale del cortometraggio girato da Pier Paolo Pasolini e intitolato Che cosa sono le nuvole? nasce un concerto che afferma (Cosa sono le nuvole) la possibilità di stupirsi, di incantarsi, di impaurirsi, di gioire davanti a spettacoli sempre cangianti e in movimento, come nelle rifrazioni di un caleidoscopio. Brani di chitarra classica, poesie, canzoni, e i miei Homages per chitarra sola, di recente pubblicazione presso UT Orpheus, accompagnano questo viaggio verso la vita, nonostante tutto.

HOMAGES - Carlo de Nonno

 

Carlo de Nonno  

ERIK SATIE (1866-1925), pianista e compositore francese, mi ha insegnato la libertà dall’accademismo e dalla ufficialità, l’ironia e il sogno, la ragione e il sentimento. L’omaggio a lui dedicato prende dichiaratamente le mosse dalla sua celebre Gymnopédie n. 1. La composizione è dedicata alla mia amica e valente chitarrista e didatta Adriana Tessier ed è stata già pubblicata, in una versione più essenziale intitolata Un portrait, nel volume Antologia Contemporanea da lei curato per Ut Orpheus (2013).


JONATHAN (Jon) DOUGLAS LORD (1941-2012), membro fondatore e tastierista dei Deep Purple e per tutta la vita autore di musica sinfonica e da camera di ogni genere, sperimentale e tradizionale, ricca di echi classici ma sostanzialmente “contemporanea”, mi ha insegnato la dignità dell’essere artista indipendentemente dall’ambito in cui ci si esprime. L’omaggio a lui dedicato si sviluppa dalla cellula di Child in Time.

GREGORY NUNZIO CORSO (1930-2001), rappresentante di spicco della beat-generation americana e in essa battitore fieramente libero, mi ha insegnato tutto con un unico verso dedicato alla vita, “un fiume che non ha paura di diventare il mare”. L’omaggio a lui dedicato segue questa stessa meravigliosa strada.

PHILIP LARKIN (1922-1985), bibliotecario e poeta inglese nonché critico di jazz, mi ha insegnato le luci tenui delle finestre alte. L’omaggio a lui dedicato è un foglio d’album.

Queste mie quattro composizioni originali per chitarra, recentemente pubblicate da UT ORPHEUS, rappresentano altrettanti omaggi a due musicisti e due poeti che hanno avuto un significato profondo nella mia vita e hanno influito anche sul mio modo di concepire e praticare la musica. Si tratta di Erik Satie, Jon Lord, Gregory Corso e Philip Larkin.

Dopo una introduzione del Prof. De Vivo, Carlo de Nonno parla del suo lungo sodalizio umano e professionale con il drammaturgo stabiese, e in particolare della composizione delle musiche originali per Ferdinando, la celebre commedia di Ruccello che lo consacrò tra i maggiori autori teatrali contemporanei.